AAA Outlier wanted


Tanto vale” è una locuzione comune nel nostro parlato e solitamente ha un valore di rassegnazione. 
Perché allora sceglierlo come nome del progetto?
Perché si discute fin troppo di ciò che non si può fare, di ciò che è difficile o addirittura impossibile da realizzare in Italia. Allora perché non provare a cambiare? Magari, iniziando a dare un nuovo significato a una vecchia locuzione.
 
Per noi Tanto vale è una chiamata all’azione, è una presa di posizione.
Vogliamo realizzare qualcosa. Che cosa? Un film. 
 
Perché? Sperimentare, mostrare e far riflettere.
Quindi abbiamo deciso di sperimentare anche nel modo di fare un film.
Per questo stiamo rivolgendo un appello aperto a chiunque voglia darci una mano e partecipare attivamente alla produzione.
 
Perché darci il vostro supporto?
Per provare a creare qualcosa di nuovo.
 
Per realizzare, nella collaborazione collettiva, una presa di posizione che affermi la nostra identità.
Per noi, precari, giovani, artisti, studenti, l’identità è il terreno di scontro.
Siamo quelli che in statistica si chiamano outlier, sono i dati distanti dalla grande massa che vengono ignorati.
Per questo abbiamo deciso di realizzare un film outlier, distante dai format prestabiliti a cui ci hanno abituato i blockbuster e i serial.
 
Il nostro obiettivo è realizzare un film realmente autoprodotto, che non debba rendere conto a nessun finanziatore, mecenate o benefattore.
Vogliamo dimostrare, a noi stessi e al resto del mondo, che la costruzione di qualcosa al di fuori delle logiche di mercato è possibile; che più importanti dei budget di spesa sono la cooperazione e la partecipazione collettiva.  
 

Non abbiamo bisogno di un target a cui vendere un prodotto, ma di persone con cui creare e comunicare.
Una volta realizzato il film lo regaleremo, chiunque lo vorrà vedere lo potrà trovare gratuitamente in rete.
 
È il momento di raccontare, qui e ora. È importante! 
 
Non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare. Ognuno di noi avrebbe le capacità e la possibilità di andarsene, ma restiamo qui, in Italia. Perchè abbiamo il dovere morale di fare arte qui, oggi, nel nostro paese.